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Estetispa per il Cerchio Blu

Alcune informazioni sul Diabete fornite da

 

Fondazione

 

 

I numeri

Il numero delle persone colpite da diabete è notevolmente aumentato nell’ultimo decennio. Si calcola che, oggi, siano più di 3.000.000 gli italiani con questa patologia, a cui vanno aggiunti circa 1 milione di persone che non sanno di averlo. Oggi il diabete rappresenta, nel mondo, la quarta causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari, cerebrovascolari e i tumori delle vie respiratorie, con circa 4 milioni di decessi e oltre 7 milioni di nuovi casi ogni anno.

Secondo valutazioni dell’OMS – Organizzazione Mondiale Sanità, la crescita del diabete è stimabile intorno al 5-6% all’anno e si stima che entro il 2030 i soggetti affetti da diabete nel mondo saranno oltre 400 milioni. Per questi numeri è stato definito una vera e propria «pandemia moderna».

 

I bambini affetti da diabete di tipo 1 - la forma più grave - sono circa 700.000 in Europa e 5.000 in Italia dove ogni giorno si registrano due nuovi casi (fonte: Diabetes Atlas). Inoltre, la maggior parte delle persone affette dalla malattia non è consapevole della propria condizione che, soprattutto nel caso dei più piccoli, si manifesta spesso senza alcun visibile preavviso.

 

Che cos’è il diabete

 Il diabete (o diabete mellito) è una malattia cronica che deriva dalla carenza nella produzione o nell’utilizzo di insulina, un ormone prodotto dal pancreas che permette di regolare il livello di glucosio (zucchero) nel sangue. L’insulina è la ‘chiave d’accesso’ che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Senza l’insulina il corpo umano non può funzionare. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno e questo è uno dei segnali più forti della presenza della malattia.

Esistono diversi tipi di diabete, ma i più comuni sono due: il diabete mellito di tipo 1 e di tipo 2.

 

Il diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1 colpisce maggiormente bambini e adolescenti e non è causato né dallo stile di vita, né tantomeno dall’eccesso di dolci. Si tratta di una malattia autoimmune, ovvero caratterizzata da una reazione del sistema immunitario che distrugge le cellule beta del pancreas, l’organo che produce l’insulina. Per questa ragione, il diabete di tipo 1 viene spesso anche definito “insulino-dipendente” perché chi ne è affetto non può vivere senza la somministrazione costante di insulina. Non si conosce ancora la causa che porti il sistema immunitario a tale reazione distruttiva nei confronti delle cellule beta dell’organismo: ecco perché il diabete di tipo 1 ad oggi non può essere ancora definitivamente guarito ma solo curato con molta attenzione e grandissimi sforzi del malato e dei suoi familiari.

 

Il diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 è invece tipico dell’età adulta e si manifesta generalmente dopo i 40 anni.                          È causato da svariati fattori, quali fattori genetici ereditari, cattiva alimentazione, obesità, ed è caratterizzato da una condizione di iperglicemia (l’accumulo di glucosio nel sangue) costante, responsabile di complicanze che conducono inesorabilmente a un aumento della mortalità, a un impoverimento della qualità di vita e a elevati costi sociali.

 

Sia il diabete di tipo 1 sia quello di tipo 2 determinano complicanze acute - disidratazione, alterazioni ematiche, coma - e croniche che riguardano sia organi che tessuti, tra cui gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni e i nervi.  La differenza tra le due tipologie sta nel fatto che nel diabete di tipo 1 l’iperglicemia è dovuta a un deficit insulinico assoluto causato dalla distruzione autoimmune delle beta cellule responsabili della produzione di insulina; nel diabete mellito di tipo 2, invece, vi è un iniziale insulino resistenza a cui segue, negli stati avanzati, un deficit insulinico secondario.

 

Il ripristino di una corretta funzione delle beta cellule rappresenta pertanto non solo la terapia ideale nel diabete di tipo 1, ma anche una importante opzione terapeutica nei gradi avanzati del diabete mellito di tipo 2.

 

Come aiutare

 

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