47---foot-bath-web

Fare l’estetista a casa, a Prato si può ma…

Il nuovo regolamento del comune di Prato consente ma ci sono diversi problemi

La messa in piega o la manicure a domicilio? Sì, grazie. Basta che l’attività-laboratorio del professionista abbia un ingresso indipendente e sia in regola con tutti gli standard urbanistici per fare in modo che l’abitazione possa accogliere la clientela. Praticamente, un’impresa impossibile. Sotto la lente d’ingrandimento, il nuovo regolamento comunale per le attività di acconciatore ed estetista che, a pochi giorni dall’approvazione, fa già discutere il popolo di estetiste e parrucchieri “regolari”, quelli che ce l’hanno a morte con la concorrenza selvaggia e la deregulation in questo comparto.

«La possibilità di svolgere queste professioni a casa – chiarisce l’assessore allo sviluppo economico Daniela Toccafondi - non significa assolutamente favorire il fenomeno dell’abusivismo nel settore dei servizi alla persona. Abbiamo soltanto recepito le linee del regolamento regionale e nazionale che dà la possibilità per l’esercente di aprire un’attività a casa propria rispettando determinate prerogative. Tecnicamente il percorso è molto complicato, per questo a Prato non si registrano ancora casi di acconciatori o estetisti che svolgono il lavoro nel proprio domicilio. In questo momento, se c’è qualcuno che lavora a casa è fuorilegge».

 

Fare l'estetista in casa, nel comune di Prato si può ma ... 

Alla revisione del regolamento in materia (l’ultimo era del 2008) hanno partecipato le associazioni di categoria Cna e Confartigianato, le prime a non vedere una minaccia nel comma 9 dell’articolo 5 del regolamento, laddove si legge che «l’attività di acconciatore e di estetista può essere svolta anche presso il domicilio dell’esercente, a condizione che i locali utilizzati dispongano dei requisiti previsti dalla vigente normativa in materia di urbanistica, edilizia, sanità, sicurezza e siano dotati di ingressi e servizi igienici autonomi». Insomma, una bella trafila burocratica per fare la permanente o la pedicure a casa nell’alveo delle regole. Eppure, tanti del mestiere si sono messi in allarme chiedendo spiegazioni alle associazioni di riferimento.

«E’ comprensibile – fa notare Enzo Lucchesi, responsabile della federazione benessere di Confartigianato Prato - che in una situazione di nervi tesi per la categoria una lettura superficiale del regolamento possa generare confusione». La vera novità della nuova normativa è un’altra, quella della poltrona-cabina in affitto, una soluzione per chi non può permettersi un’attività strutturata. In pratica, chi ha nel proprio salone di bellezza (acconciature o istituto di bellezza) uno spazio inutilizzato può dare in affitto la cabina o la poltrona. E intanto a Vaiano si registra già il primo caso. «Finalmente è stata regolamentata anche a Prato una delle principali novità degli ultimi anni in questo settore. Occorre però che l’artigiano che abbia partita Iva, una regolare iscrizione alla Camera di commercio e presenti una dichiarazione d’inizio attività».

(fonte: http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2015/02/10/news/fare-l-estetista-a-casa-le-regole-del-comune-1.10837366 )