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Giocare al piccolo chimico, ecco un primo risultato

 

Vi abbiamo parlato  nell’articolo “Ma davvero si vuole giocare piccolo chimico” di come chiunque si possa trasformare in “produttore” di cosmetici realizzati con ingredienti “professionali”, vi avevamo anche detto che avremmo fatto analizzare il Kit viso, o meglio i componenti del kit viso, che abbiamo comperato, ed ecco ciò che è emerso:

 Flowertales... fiori storie...storie di fiori …nel linguaggio corrente “tales” significa anche “Frottole”… vorrà dire qualche cosa?

1.       Potrei dire che tutta la nota inserita leggendo attentamente questo link http://www.flowertales.it/disclaimer-medico-chimico/ la dice lunga; non solo non vogliono responsabilità, non hanno mai neppure testato se i prodotti cosmetici risultanti dal kit che forniscono, vengono correttamente realizzati seguendo le indicazioni e le ricette che loro stessi includono nella confezione.

2.       Nel tentativo di rimanere il più corretti possibile, e dimenticando tutta la parte “morale” per difendere chi  ha studiato, analizzato, sperimentato, chissà quante volte fallito prima di ottenere il risultato voluto e l'eccellenza che si prefiggeva di raggiungere nel proprio lavoro, possiamo dire che il kit viso acquistato potrebbe essere innocuo ed anche divertente per chi ama cimentarsi nel “fai da te” e soprattutto non si fida di ciò che trova negli scaffali dei negozi (perchè fidarsi di un professionista, chissà cosa ci mettono dentro...)

3.       Scendendo nei particolari: la prima cosa che risulta mancare nel kit è un misuratore di ph; anche chi non è un cosmetologo avrà sentito più volte parlare dell'importanza che ricopre il ph in tutti quei prodotti che sono destinati ad andare a contatto con la pelle (vedi pubblicità dei saponi ad esempio), deve essere compatibile e assolutamente non deve essere superiore al ph della cute, non deve in alcun modo alterare l'acidità naturale della pelle in quanto questa è la prima difesa naturale che abbiamo nei confronti di tutto quello che potrebbe essere causa di infezioni.

4.       Il misuratore di ph sarebbe anche indispensabile per capire se il prodotto che stiamo confezionando ha un valore che non supera il 6,0 in quanto i conservanti inseriti nella confezione (alcool benzilico e acido deidroacetico) diventano INATTIVI quando si supera tale valore.

 5.       Sempre parlando dei conservanti: alcool benzilico, in Italia ed in Germania è consentito nella percentuale massima dell' 1% ed il dosaggio indicato è conforme, per renderlo attivo ed efficace però è indispensabile legarlo ad un'antiossidante, che nella confezione non è presente; rientra nell’elenco delle 26 sostanze profumate considerate allergizzanti, che per legge devono essere elencate in etichetta quando la loro percentuale supera lo 0,001% nei prodotti leave-on e lo 0,01% nei prodotti da risciacquo.

 6.       Acido deidroacetico, massima concentrazione autorizzata è 0,6% se usato in dosi eccessive può bruciare i tessuti, si usa in medicina estetica per il peeling chimico ad uso esclusivo dei medici dermatologi, il ph deve tassativamente rimanere sotto il valore di 6,0 altrimenti diventa inattivo, La sua attività antimicrobica è limitata a lieviti e funghi mentre risulta più scarsa nei confronti dei batteri.

 7.       Ricercando sul web pregi e difetti dei componenti, mi sono ritrovata sul link seguente, che tra l'altro informa che in farmacia esistono delle preparazioni da completare a casa, e sottolinea chiaramente quanto sia difficile ottenere un composto valido, un'emulsione ben amalgamata, un prodotto corposo e ben “legato”

http://www.my-personaltrainer.it/bellezza/pomata.html

8.       Un'ultima, ma non trascurabile, osservazione: non è dato a sapere cosa comprende il MIX EMULSIONANTE, anche navigando nel sito non si trova un riferimento per capire quali sono i componenti, quindi mi chiedo come posso determinare l'inci del prodotto finito?

9.       L'analisi del kit flowertales mi ha portata inevitabilmente a ricercare su intenet definizioni, proprietà e caratteristiche specifiche per capire esattamente di cosa sto parlando, ed ho notato quanti blog ci sono riferiti al confezionamento fai da te di cosmetici; pare che sia diventato un hobby come la pasticceria o il cake design, pare che tutti, alla ricerca sicuramente del naturale e non per surclassare i professionisti, cerchino di dilettarsi nell'arte della cosmetologia e dall'altra parte c'è chi approfitta di questa tendenza per creare un mercato e soddisfare un business che, anche se temporaneo, può sicuramente avere successo tra i “navigatori” che si affidano al web per soddisfare ogni bisogno e realizzare ogni desiderio ovviamente a basso costo...

Personalmente,  adoro cucinare e aggiungo un pizzico di fantasia in tutti i miei piatti, ma mi atterrò rigorosamente alle istruzioni per comporre (non mi viene un altro termine) i cosmetici inseriti nel kit, appena pronti vi dirò.

                                                                                            

Annalisa