foto incenso

Incensi: un rito di benessere tutto “Spa”

Per il benessere: Incensi dal mondo, conosciamoli meglio 

 
Incenso giapponese
Bruciare incenso risale, in Giappone, al VI sec. A.C. Inizialmente utilizzato durante le occasioni religiose, venne poi usato per profumare gli abiti, le stanze o per puro piacere.
Quest’ultimo utilizzo raggiunse il culmine durante il periodo “Heian” (dall’8° al 12° secolo) quando nacque il Koh-Doh o “via dell’incenso”. Si tratta di un elaborato rituale simile alla famosa cerimonia del té e a quella dell’ikebana. Basandosi su di una semplice immagine naturale viene composta una poesia e vengono preparate, da un maestro di cerimonie, diverse miscele di incenso, atte a provocare le stesse emozione suscitate dal poema. I partecipanti prendono poi parte al cosiddetto “ascolto dell’incenso”. 
Paragonato all’incenso indiano, quello giapponese non è modellato intorno ad uno stecco di bambù, come risulta dal minor fumo e dalla fragranza, più delicata. I diversi ingredienti, le polveri di legno, le piante, le spezie e gli oli essenziali sono miscelati con altri gel delle piante e poi impastati in tavolette piatte che sono prima asciugate e poi tagliate a bastoncini. Gli ingredienti sono sempre naturali e mai trattati con sostanze chimiche. 
 
Incenso indiano
Provate la ricchezza e la diversità di una cultura profondamente spirituale. La gamma di incensi indiani cattura la multisfaccettata natura della società indiana, attraverso i suoi fiori e le sue spezie. 
Tre sono i tipi principali di incensi indiani:
• Masala
Una mistura di ingredienti modellati in forma solida con l’aggiunta di collanti come la gomma di mango o di miele; l’impasto arrotolato intorno ad uno stecco di bambù. Quest’incenso si può facilmente riconoscere dalla pasta dura in cui sono visibili gli ingredienti tritati o tagliati. 
Alcuni si possono distinguere per il predominio di sostanze del legno (resine e polveri) e altri dalla consistenza. Tra questi, tutte le combinazioni sono possibili. Per esempio, un incenso di tipo Masala può essere impregnato con una miscela liquida di profumi ed oli essenziali. 
• Carbone impregnato
I bastoncini sono preparati con pezzi di bambù rivestiti di un miscuglio di carbone e resine, spesso di sandalo. Poi vengono sprofondati in una miscela liquida di profumo e oli essenziali. Si riconoscono solitamente dal ricco bouquet e dal colore scuro. 
• Durbar
Un mix di fragranti sostanze liquide e solide viene impastato con della gomma per ottenere una consistenza soffice. È un incenso di alta qualità, famoso per la forza e la ricchezza delle sue fragranze. Si riconosce dall’aspetto umido (è spesso ricoperto con polveri di legno per assorbire ogni eccesso di liquidi) e dalla lunga durata. 
 
Incenso ayurvedico
L’Ayurveda, tradizionale scienza salutare indiana, come scienza di vita e sinonimo di buona salute sta diventando sempre più attraente per gli occidentali alla ricerca di uno stile di vita più in sintonia con la loro naturale essenza. Gli incensi ayurvedici costituiscono una gamma naturale al cento per cento. Una particolare attenzione è qui rivolta all’utilizzo di ingredienti di prima qualità. Estremamente precisi sono quindi la loro purezza e il particolare dosaggio. Le piante utilizzate fanno effetto su differenti centri vitali e anche, quando bruciate come incenso, a livello psicologico. Le indicazioni terapeutiche vanno tenute in considerazione come, ad esempio, quelle delle piante medicinali e vanno utilizzate a seconda del contesto (passion, harmony, energy, purity, peace, ...)
 
Incenso tibetano
L’incenso tibetano deriva dalle antiche ricette medicinali raccolte tra i testi, i monaci e i dottori di differenti scuole spirituali, in particolare quella del Dr. Lobsang Khangkar, professionista del Dalai Lama ritenuto “madre della medicina tibetana”. 
Questo tipo è utilizzato in senso meditativo e rituale, e anche salutare. Per rilassarsi, calmarsi, sciogliere ed armonizzare le tensioni e le energie in disequilibrio. La disarmonia delle energie, nella medicina tibetana, è vista come il disequilibrio di differenti “venti”. Le erbe medicinali raccolte alle elevate altezze dell’Himalaya vengono miscelate con l’acqua per creare un impasto e arrotolate a forma di bastoncino. Le miscele risultanti sono note per i loro effetti sul piano spirituale, come il sandalo, o altre più tipicamente tibetane, come il Loto Blu dell’Himalaya, il rododendro, il crisantemo, il ginepro, l’assafetida, ... Possono essere miscelate ugualmente con un po’ d’olio d’albicocca o di noce e massaggiate sui punti di tensione.