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Non ti nascondere, lavora informata

È bene che voi tutte lavoriate informate su un punto delicato che ha fatto discutere la categoria, e cioè sulla possibilità di utilizzo in estetica di alcuni tipi di macchinari e precisamente. Tanto è stato detto e scritto, ma è bene ogni tanto rimarcare i concetti, così che, anche chi di voi si fosse persa qualche passaggio, si possa mettere in pari con la situazione. Stiamo parlando di:

 

stimolatori a ultrasuoni a bassa frequenza per il trattamento della adiposità localizzata ( Cavitazione )

luce pulsata per foto depilazione

laser per la depilazione estetica

 

Dunque:

La materia è Regolata dal Decreto Interministeriale 110/2011. Questo decreto ha aggiornato, rispetto alla legge del 1990, l’elenco dei macchinari che un centro estetico può legittimamente usare, allegando anche ogni scheda tecnica con i relativi parametri di potenza e caratteristiche tecniche che il macchinario può avere in ambito estetico.

Circa i tre macchinari di cui sopra, ha però escluso dall’elenco gli stimolatori a bassa frequenza per la cavitazione ed ha eccessivamente limitato le caratteristiche tecniche della luce pulsata per foto depilazione e del laser per la depilazione estetica.

   

Quindi stando al D.M. 110/2011 l’estetista non potrebbe fare la cavitazione con ultrasuoni a bassa frequenza e potrebbe usare la luce pulsata ma con limiti eccessivi imposti alla densità di energia ed alla lunghezza d’onda e il laser per la depilazione estetica ma defocalizzato e limitato ad una ridotta fascia di lunghezza d’onda.

Il 18 febbraio 2014 c’è stata la sentenza n° 01417/2014 del Consiglio di Stato che ha definitivamente annullato sia l’esclusione che le limitazioni di cui sopra e quindi ad oggi i centri estetici possono utilizzare gli stimolatori a bassa frequenza per cavitazione, la luce pulsata ed il laser.

    

Occorre però fare attenzione su questo punto, in quanto è molto delicato, nel senso che è vero che ora l’estetista può utilizzare legittimamente quei macchinari ma non c’è ad oggi scritto su nessun regolamento la scheda tecnica precisa che identifica il macchinario che un’estetista può usare e questo lascia molte incertezze alla vicenda.

Incertezze non in ordine al poter utilizzare o meno quei macchinari, ma in ordine alle eventuali responsabilità sui potenziali danni alla salute al cliente, qualora si verifichi appunto un danno.

     

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha infatti diramato la nota n° 0204392 con la quale conferma quanto sopra detto ma richiama la piena responsabilità dell’estetista rispetto al corretto e legittimo uso utilizzo delle apparecchiature e ha sottolineato che, ora , in assenza di disposizioni regolamentari su quei macchinari provochi un aggravio dell’onere posto a carico dell’estetista di dimostrare la corretta esecuzione del trattamento estetico.

Proprio a causa di questo stato di incertezza e di aggravio di responsabilità per le estetiste, Confartigianato sta sollecitando la convocazione di un tavolo tecnico presso il Ministero al fine di avere indicazioni e chiarimenti utili da diffondere ai centri estetici associati.

     

In forza di quanto sopra, si ribadisce l’opportunità di consigliare prudenza alle imprese associate, perchè l’eventuale acquisto o modifica delle apparecchiature i cui limiti di utilizzo che erano fissati dal D.M. 110/2011 e ora annullate dalla sentenza, potrebbe rivelarsi un investimento azzardato, ed anche pericoloso, in considerazione dei rischi che potrebbero derivare dall’utilizzo disinvolto delle stesse.

      

Altro punto molto più breve che vorrei farvi conoscere è che un’altra sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato che solo le estetiste qualificate possono mettere a disposizione della clientela lampade UVA abbronzanti. E’ stata quindi respinta la tesi secondo la quale l’utilizzo “fai da te” delle lampade all’interno del solarium sia assimilabile all’uso domestico di queste apparecchiature.

Ad oggi siamo fermi all’azione, nuovamente intrapresa da Confestetica e cioè il: DEPOSITO RICORSO PER MAXI RISARCIMENTO (RICORSO EX ART. 702 BIS C.P.C tribunale di Roma)