Benessere Pasqua2014 12-02-26

Osservatorio sul termalismo e sul turismo della salute

Coter - pubblica l'Osservatorio sul Termalismo e sul Turismo della salute in Emilia Romagna

Dal 1994 il COTER pubblica l’Osservatorio sul termalismo e sul turismo della salute in Emilia Romagna”, a cura del Prof. Emilio Becheri - Mercury Srl: due note congiunturali (Giugno e Settembre) per valutare in tempo reale gli andamenti del comparto, e un’edizione annuale che riporta l’andamento relativo all’intera stagione appena conclusa. È un’esperienza unica nel panorama italiano, per la sua continuità e per la sua periodicità.

 

La congiuntura nazionale
La crisi economica che ha colpito l’Italia in questi anni non accenna ad esaurirsi tant’è che il PIL è sceso dai 1.425,5 miliardi di euro nel 2011 ai circa 1.362,5 miliardi del 2013, con una diminuzione di 63 miliardi pari a circa il -4,4%.

Una criticità che ha causato una forte diminuzione della capacità di spesa della popolazione: forte diminuzione dei consumi, che non ha risparmiato l’attività del benessere termale.

 

Gli effetti sul comparto termale

Nel 2013 gli arrivi presso le aziende termali sono stati in valore assoluto 291.897.

In percentuale la diminuzione complessiva rispetto al 2012 è stata del 2,8%.

L’andamento degli arrivi influisce sul numero delle prestazioni complessive che sono diminuite dell’ 1,2%.

Il fatturato complessivo degli stabilimento termali (terme+benessere) nel 2013 è stato di 79.885 milioni di euro con una diminuzione del 2% rispetto al 2012. 

Il mercato delle terme e del benessere continua ad essere in prevalenza femminile: gli arrivi delle donne, complessivamente, pesano per una quota maggiore del 39,6% in confronto ai maschi e incidono per il 58,3% rispetto al totale degli arrivi. Durante gli ultimi anni la quota delle femmine ha continuato ad aumentare. La percentuale corrispondente è massima per il comparto del benessere, dove gli arrivi femminili rappresentano il 64,4% del mercato (era il 63,9% l’anno prima), con un peso dell’80,5% maggiore rispetto agli arrivi della componente maschile ( era il 77,3% l’anno precedente).

 Per quanto riguarda le prestazioni tradizionali totali, la classe di età che nel 2013 determina il maggior numero di arrivi si conferma quella degli ultrasessantenni che incide per più della metà della clientela, più precisamente con il 54,1% del totale. L’anno precedente l’analoga percentuale era del 53,5%. In entrambi i casi le percentuali sono equamente distribuite fra maschi e femmine.

 Inoltre, è interessante notare come le principali patologie curate nel 2013 si confermino quelle relative al naso e gola con il 38,5% e quelle artroreumatiche (31,5%). Seguono le malattie dell’orecchio e della tuba (13,0%), quelle broncopolmonari (9,1%) e quelle vascolari o periferiche (6,7%).

 Le prestazioni convenzionate, che rappresentano più dei tre quarti del totale (75,9%), sono state 3,604 milioni a fronte dei 3,631 milioni dell’anno precedente. Prevalgono nettamente le cure inalatorie che sono più della metà (56,9%) del totale di quelle effettuate.Seguono le prestazioni per la sordità rinogena (10,9%), i fanghi più bagni o docce (10,6%), i bagni (7,6%), le vascolopatie (5%), le cure per riabilitazione motoria (3,3%), le fisioterapie e fisiochinesiterapie (1,2%).